Attività di potenziamento dell'offerta formativa

Psicomotricità Relazionale:
Il Corpo che Racconta,
il Gioco che Educa

L'attività di Psicomotricità Relazionale è parte integrante del progetto educativo della nostra scuola. Curata da educatori specializzati dell'Associazione ONLUS DIADACON, la proposta è condivisa con il Collegio Docenti per armonizzarsi con il percorso formativo di ogni bambino.

Cos'è la Psicomotricità Relazionale?

È un percorso che celebra il corpo come espressione della personalità. L'obiettivo principale è aiutare i bambini a integrare le emozioni vissute con le immagini mentali, trasformando il movimento in pensiero.

Attraverso il gioco e l'interazione con l'adulto e i coetanei, il bambino costruisce i significati che dà al mondo, legando indissolubilmente l'azione alla mente.

Il Percorso

Destinatari

Tutti i gruppi di 3, 4 e 5 anni, la Sezione Primavera e il gruppo Divezzi del nido.

Frequenza

Il percorso prevede 10 incontri a cadenza settimanale.

Integrazione PTOF

Il progetto sostiene le discipline motorie, i percorsi individualizzati e la promozione di stili di vita sani.

Le Aree di Sviluppo

Il setting psicomotorio diventa una vera “palestra di vita” che interviene su tre dimensioni fondamentali.

Area 01

Emotiva e Affettiva

Mira a rafforzare l'identità e la sicurezza interiore.

  • Autostima: maggiore fiducia nelle proprie capacità e percezione positiva di sé.
  • Gestione delle Emozioni: imparare a canalizzare rabbia, paura o frustrazione attraverso il gioco simbolico anziché con comportamenti distruttivi.
Area 02

Sociale e Relazionale

Un'esperienza di convivenza e rispetto reciproco.

  • Regole e Limiti: accettazione dei tempi e degli spazi della sessione.
  • Cooperazione: passaggio dal gioco individuale a quello collaborativo, imparando a condividere materiali e spazi.
  • Gestione del Conflitto: capacità di negoziare con i pari senza ricorrere all'aggressività fisica.
Area 03

Cognitiva e Motoria

L'evoluzione dal movimento al pensiero astratto.

  • Schema Corporeo: consapevolezza del proprio corpo nello spazio.
  • Capacità Simbolica: sviluppo del gioco del “far finta”, base fondamentale per l'astrazione.
  • Organizzazione Spazio-Temporale: orientamento concreto tra concetti come prima/dopo, sopra/sotto e dentro/fuori.
  • Attenzione: potenziamento della concentrazione su compiti e trame di gioco condivise.

L'educazione psicomotoria non è solo movimento:
è il ponte che permette al bambino di trasformare l'energia vitale
in capacità di relazione e pensiero.